Viaggiare in elettrico richiede rigide tabelle di marcia, zero imprevisti e rinunce? Abbiamo voluto analizzare i dati reali dell’ultimo viaggio da Torino a Treviso a bordo di una Tesla Model Y RWD con batteria LFP. Non una trasferta programmata al millimetro, ma uno spostamento reale, flessibile, con passeggeri Blablacar da raccogliere e lasciare lungo la strada.
📊 Ecco i numeri ricavati dal computer di bordo per la tratta Torino (dalla rotonda di accesso alla A4) a Treviso (zona Aeroporto “Canova” San Giuseppe):
- Distanza percorsa: 434,4 km (comprese le deviazioni a Peschiera e Vicenza Ovest per condividere il viaggio).
- Tempo totale: 4 ore e 45 minuti (compresa un po’ di coda al casello di Peschiera).
- Energia consumata: 70,9 kWh.
- Consumo medio: 163,2 Wh/km.
⏱️ La gestione della ricarica:
Siamo partiti con circa il 90% di batteria. Per gestire le tappe intermedie e arrivare a destinazione in totale serenità è bastata un’unica sosta, programmata in automatico dal navigatore della macchina.
Ci si è fermati al Supercharger di Telgate per ricaricare 28,2 kWh di energia. La sosta ha richiesto 18 minuti e 24 secondi: trattandosi di batterie LFP non si sono raggiunte potenze di ricarica altissime, massimo 150 kW (altri tipi di batteria possono “sopportare” potenze più elevate abbreviando ulteriormente i tempi di ricarica).
La spesa è stata di 14,66 €, non eccessiva, trattandosi di una ricarica veloce fatta in fascia “alta”. Più difficile quantificare il costo della ricarica prima della partenza essendo un misto di ricarica nuova (lenta, circa 22€) ed energia disponibile precedente.
Si è arrivati a destinazione con 11% di batteria residua (come impostato prima di partire), 10% in realtà. L’auto non dovendo più essere utilizzata è stata messa in ricarica su impianto fotovoltaico. Diversamente si sarebbe potuto impostare un livello di batteria all’arrivo più alto.
🔍 La telemetria dall’ultima ricarica:
Grazie alla diagnostica avanzata dell’auto, possiamo vedere esattamente dove è finito il 73,1% di batteria consumato nell’ultima parte del viaggio e quali sono state le variazioni rispetto al previsto:
- Trazione: 62,9% (-4.5% del previsto per via del traffico e della velocità un po’ ridotta)
- Climatizzazione: 8,1% (+3.2%, giornata caratterizzata dall’anticiclone africano…)
- Condizionamento batteria: 1,2% (l’auto termoregola le celle in automatico per ottimizzare i tempi al Supercharger).
- Tutto il resto: 2,9% (luci, display e intrattenimento).
- Recupero dovuto all’altitudine: -2,0% 📉. Grazie al dislivello favorevole tra partenza e arrivo, l’auto ha “recuperato” un po’ di energia , risparmiando un prelievo da batteria.
Ridurre l’impatto ambientale dei nostri comportamenti quotidiani non sempre significa complicarsi la vita. 18 minuti di sosta su quasi 5 ore di viaggio non sono molti per un una tappa con giro al bagno e pausa caffè.
Nel caso specifico di Tesla è da notare come l’attenzione ai dati/consumi, il software in dotazione al veicolo e l’integrazione con l’infrastruttura del Supercharger, renda possibile fare un viaggio “normale” anche in elettrico.
Ovviamente altre tratte, veicoli, dotazioni infrastrutturali ed esigenze degli utenti possono comportare possibili “deviazioni dalla normalità”, ma questo accade sempre e comunque, qualunque tipo di veicolo si utilizzi.
A margine simuliamo (in attesa di verificarlo) il costo energetico ed economico dello stesso percorso fatto con una BMW 320i, veicolo tradizionale a benzina di categoria simile: servirebbero ca. 32 litri di benzina, (dai quali sarebbe stato possibile estrarre energia per circa 171 kWh ovvero 2 volte e mezza di più di quanto utilizzato dalla nostra auto elettrica), con un costo di circa 60 euro (circa il doppio della nostra ricarica) e, ovviamente, con emissioni inquinanti e di CO2 assai più alte.
Credits: Angelo Conte, socio Resconda che ha raccolto i dati ed elaborato il report!