La stagione degli incendi: quanta energia va in fumo?

GWh
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6 agosto 2026 3 minuti di lettura

Ogni estate le immagini di boschi in fiamme riempiono i notiziari. Si parla di ettari bruciati, evacuazioni, danni economici e qualità dell’aria. Ma c’è un aspetto di cui si discute raramente: quanta energia viene persa quando un bosco brucia?

Una foresta è un enorme accumulatore naturale di energia. Per decenni gli alberi trasformano incessantemente l’energia del Sole in biomassa attraverso la fotosintesi, immagazzinandola nel legno sotto forma di energia chimica. Quando si sviluppa un incendio, quel patrimonio viene liberato nel giro di poche ore.

Un ettaro di bosco è una gigantesca “batteria”: il legno secco ha un potere calorifico di circa 5 kWh per chilogrammo. Una foresta mediterranea può contenere mediamente 80-150 tonnellate di biomassa secca per ettaro, anche se il valore varia in funzione della specie, dell’età e della gestione forestale.

Questo significa che un solo ettaro di bosco può immagazzinare tra 400 e 750 MWh di energia.

Oltre alla perdita di energia accumulata, bisogna inoltre considerare che anche le operazioni di spegnimento hanno un costo energetico. I Canadair e gli altri velivoli antincendio consumano migliaia di litri di carburante durante una singola giornata operativa. A questi si aggiungono elicotteri, autobotti, mezzi cingolati, pompe, motoseghe, generatori e decine di operatori impegnati per giorni.

Per un incendio di grandi dimensioni, l’energia impiegata nelle operazioni di spegnimento può raggiungere l’ordine dei GWh, una quantità piccola rispetto all’energia contenuta nel bosco, ma tutt’altro che trascurabile.Anche l’acqua utilizzata non è “gratuita”: deve essere pompata, trasportata e distribuita, richiedendo ulteriore energia.

Anche quando le fiamme vengono alla fine spente il costo energetico continua a crescere: occorrono mezzi per mettere in sicurezza l’area, interventi di ripristino, produzione e trasporto delle nuove piante, monitoraggi, ricostruzione delle infrastrutture e anni di manutenzione.

Ma soprattutto serve tempo perchè quella “batteria” torni a funzionare: la fotosintesi impiega decenni per ricostituire la biomassa perduta. In alcune aree mediterranee possono essere necessari 30-50 anni, mentre per il recupero di una foresta matura possono volerci anche tempi molto più lunghi.

Dal punto di vista energetico, ogni bosco rappresenta quindi un enorme capitale energetico costruito lentamente sfruttando l’energia del Sole (allo stesso modo del petrolio). Quando brucia, oltre a perdere ecosistemi e biodiversità, in poche ore viene dissipata l’energia accumulata in decenni, e altra se ne consuma per contenere l’emergenza e ricostruire il territorio.

Di quanta energia parliamo? Immaginiamo un incendio che distrugga 100 ettari di foresta: l’energia contenuta nella biomassa e nelle operazioni di contenimento può raggiungere i 40-75 GWh.

Sono numeri difficili da immaginare, significa, ad esempio, l’energia:

  • necessaria per effettuare oltre un milione di ricariche complete di un’auto elettrica con batteria da 60 kWh;
  • consumata da migliaia di abitazioni per un intero anno;
  • prodotta da un impianto fotovoltaico da 2 MW (10.000 2 di pannelli solari) in 20 anni di esercizio.

Se questi numeri sembrano già grandi, pensiamo al fatto che in questi giorni, in Francia, nei pressi di Bourdeaux sono stati bruciati 42.000 ettari, non “solo” 100, con un e-costo stimabile di circa 25 TWh, poco meno della metà del consumo elettrico domestico annuo.

in questo impressionante reel, si può avere un’idea della vastità dell’incendio e della complessità delle operazioni di contenimento.